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CI SENTIAMO, CASOMAI.

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Ho sempre amato scrivere. Da ragazza riempivo pagine di diari, vi rovesciavo dentro le mie emozioni, le mie paure e i punti di domanda cui non sapevo rispondere. Il liceo Classico, frequentato preso l’istituto Salesiano di Treviglio, mi è stato senza dubbio di grande aiuto in questo senso. È stata però mia nonna, Ida, a darmi il coraggio di mettermi in gioco e alla prova, iscrivendomi ad un concorso letterario indetto dalla rivista Intimità, nel 2011. Il tema era “Amore”, e lo stupore superava di gran lunga la gioia, quando ho ricevuto la telefonata della direttrice del settimanale, Anna Giusti, che mi comunicava che il mio racconto era stato scelto! Ho ricevuto il Premio Speciale della Giuria Tecnica, capeggiata dalla scrittrice Maria Venturi, che mi ha lusingata, riconoscendo in me un “autentico talento per la scrittura”.

Alla luce di questo piccolo successo, ho raccolto il coraggio per scrivere il mio primo romanzo. È cominciato tutto quando, a diciotto anni, ho organizzato, con le amiche di sempre, una serata di beneficienza all’oratorio di Castel Rozzone (BG): canti, balli, una vendita di torte. Il ricavato era stato devoluto al progetto Vivere al Sole: un servizio rivolto a bambini sieropositivi all’interno dell’Associazione Comunità Emmaus di Chiuduno (BG). Mi era stato insegnato che questa malattia riguardava solo determinate categorie di persone, che conducevano una vita a-morale, che in qualche modo se l’erano cercata.

Persone da cui stare alla larga. Ascoltando le storie di quei bambini, invece, ho capito che non è affatto così. Essere sieropositivo non è una colpa. E ho avuto la necessità di capire, approfondire: come si vive con l’AIDS la vita di tutti i giorni? Com’è voler bene, amare, una persona che ha l’HIV? Le persone che hanno il coraggio di fare un viaggio dentro se stesse per fare i conti con la propria verità e guardarla diritto negli occhi, mi hanno sempre affascinata tanto. Può succedere a chiunque, di avere una verità nascosta nel profondo, che bussa e scalcia e vuole uscire. Non è da tutti smettere di schiacciarla in fondo allo stomaco cercando di ignorarla, e lasciarla andare. Nel mio libro ho voluto dare voce a questo coraggio. Al coraggio di trovare se stessi, accettarsi ed essere.

“Ci sentiamo, Casomai.” è il titolo del mio primo romanzo, che si trova in campagna di crowdfunding con la casa editrice Bookabook di Milano: se riuscirò a pre-vendere ancora una cinquantina di copie, oltre alle 200 già vendute, verrà distribuito nelle migliori librerie Italiane avendo diritto a un promotore e a un ufficio stampa dedicato! Il racconto si apre come una finestra sulla vita di Giulia: giovane donna, scrive su Cosmopolitan, sta traslocando nella casa dei suoi sogni, in cui abiterà con Simone, suo marito, l'unico uomo della sua vita, il colpo di fulmine perfetto, e la loro piccola Sara. Tutto sembra fiorire per Giulia, se non fosse che un incubo ricorrente di vecchia data le ha disturbato il sonno e pensieri tormentati di un passato irrisolto bussano con insistenza dentro la sua testa. Siria è più che mai presente in questo giorno di cambiamento. Siria, che ha conosciuto anni prima ad un corso di fotografia e con la quale ha stretto un'amicizia profonda, speciale, totalizzante. Siria, che ha l'HIV. L'HIV che ha tormentato i giorni di ragazza di Giulia, l'HIV che le ha sempre fatto tanta paura, minaccia sconosciuta e senza pietà per la vita della tanto adorata amica.

“Ci sentiamo, Casomai.” ha ricevuto nell’aprile 2011 la Menzione Speciale al concorso “Cogito Ergo Scrivo”, indetto dalla casa editrice Graphofeel di Roma. Nell’Ottobre 2011 si è classificato terzo al “Premio Letterario Internazionale Montefiore”, organizzato dal comune di Montefiore Conca (RN). L’anteprima del romanzo è disponibile sul sito di Booabook al seguente link: https://bookabook.it/libri/ci-sentiamo-casomai/

Il percorso cui questa malattia è andata incontro negli anni l’ha portata dall’essere sconosciuta e ignota, all’essere etichettata e condannata come malattia della depravazione sessuale e legata della tossicodipendenza, all’essere ignorata. Ancora oggi esiste un alone di ignoranza che circonda l’AIDS e l’HIV. E per sconfiggerlo bisogna parlarne, informare ed informarsi, ascoltare. Il mio libro è in qualche modo portavoce di questo scopo. L’ignoranza genera infatti paura. Paura e tormento che Giulia, la protagonista della storia, si trova a vivere sulla sua pelle, temendo di perdere la sua grande amica Siria, affetta da HIV. Giulia, come la maggior parte delle persone comuni, ignora le modalità di contagio e non sa che ormai di AIDS non si muore più. I farmaci oggi, nei paesi sviluppati, permetto alle persone sieropositive di condurre una vita assolutamente normale, con prospettive di sopravvivenza identiche a quelle del resto della popolazione.

Roberta Ciocca  https://www.facebook.com/roberta.ciocca.7

 

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